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I migliori 3&D della Division I

Autore: Paolo Mutarelli
Data: 16 Gen, 2019

Il ruolo del 3&D è diventato fondamentale nella pallacanestro moderna. Dopo una star, è il secondo profilo che si cerca se si vuole costruire una squadra vincente. Trovare un giocatore che difende duro e, al contempo, sia efficace da tre, dal palleggio o dall’angolo, è veramente difficile. È fondamentale però reclutarli o svilupparli. Nelle squadre vincenti in Ncaa degli ultimi anni, c’è sempre più spazio per questo tipo di giocatore, vedi Mikal Bridges o la vecchia versione di LaGerald Vick (ormai diventato leader offensivo).

Ecco la nostra carrellata dei migliori cinque 3&D della nazione.

Jordan Poole (Michigan, Big Ten)

Jordan Poole è stato l’eroe di Michigan nella scorsa cavalcata al torneo con quella tripla sulla sirena contro Houston e quest’anno è definitivamente esploso. Inserito nel contesto difensivo di Luke Yalich, è un buonissimo giocatore di sistema, i cui cardini sono Jon Teske e Zavier Simpson, grazie alla sua apertura alare. Può ancora migliorare sul lato difensivo (è ancora un sophomore), soprattutto se mettesse su qualche chilo, cosa che lo aiuterebbe a non schiantarsi più sui blocchi.

In attacco, invece, è diventato una seria minaccia dal palleggio. Ha pochi possessi tra le mani (Usg% 19.9) perché è la terza opzione offensiva, ma le rare volte in cui l’attacco si impantana, Poole può prendersi la responsabilità di giocare il pick&roll centrale, step back e tripla (sta tirando con il 49% su oltre cinque tentativi a partita). Ha ancora margini crescita enormi, dalle letture offensive alle sottovalutate capacità di playmaking.

Tre Jones (Duke, ACC)

Immaginatevi un magnete che, oltre ad attrarvi, ha delle prolunghe che cercano di acchiapparvi incessantemente. Ecco, questo è il tipo di lavoro che fa Tre Jones in difesa. Un mastino che indirizza il difensore verso il canestro dove lo attenderà Zion Williamson, cioè morte certa. Inoltre, la grande velocità di mani e piedi gli consente di essere un grande recupera-palloni. Soprattutto se messo in mezzo in un blocco, ha la forza per passarci sopra e la velocità per strappare la palla e condurre contropiede letali. In attacco ha ancora molti limiti nel concludere al canestro e nell’essere clutch come invece era il fratello Tyus, anche perché quello non è il suo ruolo.

Coach K gli richiede di farsi da parte e aspettare che si crei spazio per un tiro da tre e attaccare i close-out e questo, per ora, gli sta riuscendo. Non ha un grande volume di tiro come Reddish, ma il suo compito è di segnare quelle poche volte che la palla gli arriva (1.6 triple a partita). Prima dell’infortunio stava tirando con un pessimo 28%, percentuale che è andata a calare da inizio stagione. La meccanica c’è e, con tutto il talento che si ritrova attorno, si è dovuto calare nei panni del 3&D.

 

D’Mitrick Trice (Wisconsin, Big Ten)

Brad Davison, D’Mtrick Trice e Ethan “Guru-Del-Post-Basso” Happ. Da questi tre passano le sorti della stagione di Wisconsin che punta i vertici della Big Ten. Happ è il go-to-guy, Davison è l’uomo d’ordine, ma la differenza tra squadra normale a squadra di alto livello passa dalle mani di Trice, tiratore eccellente da tre (45,6% su sei conclusioni di media). Infatti nelle quattro sconfitte stagionali prima di gennaio, le difese hanno sistemato la marcatura su di lui, portandolo sempre a sparacchiare (nelle sconfitte ha oscillato tra il 22 e il 37%).

Quando funziona, l’attacco dei Badgers diventa ingestibile. Happ lo arma dal post e lui, oltre a scaraventare triple (7/8 enciclopedico nella schiacciante vittoria contro Oklahoma), sa anche attaccare dal palleggio e costruirsi un proprio tito. Sul lato difensivo, lui e Davison si alternano in marcatura sugli esterni più pericolosi. Davison è più colla Bostick e Gard gli chiede di forzare palle perse, mentre Trice è un perfetto giocatore di sistema che raramente sbaglia la posizione e indirizza l’attaccante nelle zone volute.

 

Ky Bowman (Boston College, ACC)

Okay, potrebbe sembrare una forzatura relegare Ky Bowman a ruolo di 3&D, ma pensateci bene e dite se non lo vedreste bene in questi vesti. Soprattutto, Bowman a Boston College riveste tutti i ruoli possibili e immaginabili: go-to-guy, primo difensore, 3&D, energy guy, playmaker. Quindi si, l’attacco degli Eagles è il Ky Bowman Show e le percentuali, però, ne risentono un pochino. La sua centralità non lo rende un attaccante efficiente perché tende a forzare (51 eFG%), soprattutto quando l’area è piena, ma da tre è semplicemente favoloso. Tira con il 35% su sei conclusioni di media, marcato sempre dal difensore più forte.

Se azionato in movimento diventa estremamente più pericoloso e le sua dimensione di tiratore gli permette anche di navigare altre soluzioni per attaccare. In difesa, sfrutta tutta la sua energia e il suo atletismo per inibire gli attaccanti. É un fantastico stoppatore per la sua taglia (quasi una a partita per uno che supera a stento il metro e ottanta), la sua pressione scaturisce spesso in palla recuperata ed è semplicemente il motivo per cui bisogna vedere Boston College almeno una volta in questa stagione.

Nonostante il 3&D

 

Nijal Pearson (Texas State, Sun Belt)

La quota mid-major deve assolutamente esserci e vi proponiamo uno dei migliori tiratori della nazione in una delle mid-major meglio nascoste della nazione. Nijal Pearson di Texas State (record 14-3, Sun Belt Conference) è semplicemente devastante. Il 42% da tre deriva da una splendida connection con il playmaker Nottingham, che viene sfruttata tantissimo nell’attacco dei Bobcats.

Pearson, infatti, nonostante il grande volume di tiri (sette a partita), mantiene un’efficienza altissima grazie alla collaborazione del suo compagno di squadra (l’87,2% delle triple che prende sono assistite, dati Hoop-Math). È un esterno molto fisico (quasi due metri) che difende alla morte. I Bobcats sono la 67esima difesa della nazione e Pearson ha un DefRtg di 87.4, che denota il suo grande apporto e lo rende un perfetto 3&D da Mid-Major. È solo al terzo anno e quindi possiamo ancora scoprilo nella prossima stagione. 

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