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March Madness, la SEC crolla subito

Autore: Riccardo De Angelis
Data: 23 Mar, 2024

Giustizia divina o qualcosa su cui riflettere per il Comitato del Selection Sunday? Auburn e Florida si aggiungono alla lista di squadre che non regalano sorrisi e la SEC esce malconcia dal primo turno di March Madness, con 5 formazioni su 8 già eliminate. Proprio la conference che aveva fatto incetta d’inviti lasciando la Big East e mid-major meritevoli come Indiana State a bocca asciutta. Ecco il recap della seconda giornata di March Madness, che ha visto i trionfi di James Madison, Yale e GCU.

 

South

Marquette, Kolek e un po’ di paura Tyler Kolek è vivo e lotta insieme a noi e così Marquette supera non senza qualche fatica il primo turno, con il rientro in campo dopo 3 settimane del suo leader e miglior giocatore, che riempie come al solito la statline: 18 punti, 11 assist e 6 rimbalzi e soprattutto 38 minuti in campo. Ma senza i 28 punti di Kam Jones i Golden Eagles difficilmente avrebbero battuto una Western Kentucky che ha venduto cara la pelle e che nel primo tempo è andata avanti anche di 10 punti. È servita la sveglia di coach Shaka Smart nell’intervallo per vedere un’altra difesa e un altro approccio in un secondo tempo che i suoi ragazzi hanno controllato fino al +18 finale.

Facile per Duke, facilissimo per Houston – La buona notizia per Jon Scheyer è che si può vincere anche con soli 3 punti di Kyle Filipovski, ma se fossimo in lui non ci riproveremmo e daremmo una sonora sveglia al leader della squadra. Perché Vermont si può battere lo stesso, fare strada al Torneo un po’ meno. Ma i Blue Devils superano il career-low del loro miglior giocatore con il resto del quintetto in doppia cifra e faticano di fatto solo un tempo per poi vedere i Catamounts ammaccare ferri nella ripresa lasciando loro 47 punti in tutto. Ne segna 46 Longwood senza neanche provare a dare fastidio a Houston che si gode così un primo turno di tutto riposo, vincendo di 40 una gara dominata dall’inizio alla fine.

James Madison fa 14 – Non si ferma più la squadra di Mark Byington che arriva alla 14/a vittoria consecutiva, mandando subito a casa Wisconsin in un classico upset 12-5. Terrence Edwards e TJ Bickerstaff sono in missione e così dopo 40 anni i Dukes tornano al secondo turno del Torneo, confermando di essere una delle mine vaganti e potenziali Cinderella. Deludenti i Badgers, sotto di 17 già nel primo tempo e davvero mai vicini a riaprirla, con 19 palle perse e un livello di aggressività ben inferiore a quello dei ragazzi di Byington. Che hanno fame e voglia di stupire e Duke deve stare molto attenta.

Tominaga addio e un match folle – Gli altri due upset nel region portano la firma di Texas A&M e Colorado che passano il turno con percorsi diversi. Gli Aggies dominano Nebraska e mandano a casa uno dei potenziali giocatori culto del torneo, e cioè il playmaker giapponese Keisei Tominaga che chiude in lacrime dopo aver segnato 21 punti, Ma la difesa dei Cornhuskers è ridicola (58 i punti presi nel primo tempo) e sotto i tabelloni non c’è storia con la squadra di Buzz Williams che controlla facile la gara con 3 giocatori sopra i 20 punti. Totale pazzia di marzo invece in Florida-Colorado che è la partita più divertente di tutte, vinta due volte dai Buffaloes, avanti di 13 a 4’ dalla fine e poi di 7 a 80 secondi dalla sirena e raggiunti da una tripla da 8 metri dell’indemoniato William Clayton (33 per lui compresi i 16 finali di Florida) ma ci ha pensato KJ Simpson con un tiro dall’angolo a meno di due secondi dalla fine a mandare avanti Colorado.

GUIDA ALLA MARCH MADNESS: TUTTE LE SQUADRE DELLA SOUTH REGION

 

East

Secchioni terribili – Auburn è la squadra più forte (almeno secondo Kenpom) che dice addio la March Madness. La vittoria di Yale è una di quelle che lasciano il segno e porta la firma di John Poulakidas, atleta americano ma dalle chiarissime origini greche. L’ala dei Bulldogs non ha segnato un solo canestro normale, solo step back, svitamenti o runner. Uno spettacolo insensato che ha caricato e trainato i suoi fino alla fine. Poulakidas alla fine ha messo la palla nel cesto ben 10 volte, di cui 6 da tre punti (su 9 tentativi): miglior partita in carriera da 28 punti. Auburn paga cara la tanta superficialità mostrata in campo, a partire dalla scellerata gomitata che è costata l’espulsione diretta a Chad Baker-Mazara (giocatore fondamentale per gli equilibri della squadra) dopo soli 3 minuti di gioco per finire con le palle perse e i tiri liberi sbagliati nel finale di gara.

Jaedon LeDee santo subito – Il lungo tuttofare di San Diego State ha evitato agli Aztecs una brutta sconfitta respingendo la carica di UAB che (a conferma dell’ottima stagione disputata) ha lottato fino alla fine. La gara era in parità 62-62 a due minuti dalla fine. Poi un finale con arbitri eccessivamente protagonisti, interamente deciso da tiri liberi. Per LeDee alla fine 32 punti (quasi la metà della sua squadra) con 10/17 da due, 1/1 dall’arco, 9/10 ai liberi e 8 rimbalzi.

Il massacro di (primo) turno – Dobbiamo davvero parlare di UConn-Stetson? Meglio di no, un quasi quarantello umiliante per una vittima sacrificale che non dice niente di nessuna delle due squadre in campo.

GUIDA ALLA MARCH MADNESS: TUTTE LE SQUADRE DELLA EAST REGION

 

West

Alabama dà spettacolo – Doveva essere una partita a punteggio alto e lo è stata, ma chi intravedeva un upset è rimasto deluso: facendo a gara a chi segna di più con Alabama si rischia di rimanere scottati. E così è stato per Charleston, sconfitta per 109-96, risultato bugiardo visto il +30 toccato da Bama con sette minuti e mezzo da giocare. Mark Sears (30 punti) ha fatto quel che ha voluto e i Crimson Tide hanno mostrato una brillantezza generale che non si vedeva da parte loro da un buon mesetto, banchettando in campo aperto (37 punti segnati in transizione) e mantenendo alte percentuali contro la (non irresistibile) difesa schierata dei Cougars. 23 su 37 da due e 13 su 23 da tre alla fine per la formazione di coach Nate Oats, che manda un chiarissimo segnale a GCU e tutta la West Region: bisognerà fare i conti con loro per andare alle Final Four.

La prima volta di GCU – Grand Canyon tira fuori l’upset con una vittoria d’autorità (75-66) su Saint Mary’s, la quale ha mostrato il peggior volto di sé offensivamente, al punto da risultare nella ripresa una versione sbiadita dei Gaels dominanti e doppiettisti visti per gran parte della stagione nella West Coast, con Aidan Mahaney spadellatore (5/21 dal campo) e Augustas Marciulionis meno saldo in regia di quanto sia di solito (8 assist ma anche 5 perse, mai così tante in oltre due mesi e mezzo). Per GCU, programma all’undicesimo anno in D1, si tratta della prima vittoria di sempre al Torneo NCAA dopo due tentativi falliti. Un successo di squadra e di muscoli, attaccando il cuore della difesa di SMC e capitalizzando i tanti viaggi in lunetta (28/36 contro il modesto 7/12 avversario). Tyon Grant Foster migliore in campo con 22 punti, 7 rimbalzi, 2 recuperi e 2 stoppate. Proprio lui, che era dovuto restare lontano dai campi per quasi un anno e mezzo prima di ritornare trionfalmente in questa stagione.

La tigre ammazza il lupo – Era lecito chiedersi se New Mexico avesse finito la benzina dopo aver dato l’anima in una cavalcata impressionante al torneo della MWC. E in effetti così è parso, ma tanto merito va a una Clemson eccellente nell’imporre il proprio gioco e i propri ritmi, risultati completamente indigesti per gli avversari. 77-56 per i Tigers, sempre tenutisi sui 15-20 punti di vantaggio da metà primo tempo in poi, e che hanno concesso la miseria di 4 punti in contropiede ai Lobos tanto amanti della corsa. Con Baylor però i temi-partita saranno parecchio diversi.

Sarà per un’altra volta – Un classico scontro 3-vs-14 senza storia quello fra Baylor e Colgate, con la prima mai impensierita e che ha veleggiato tranquilla verso il +25 finale. I secondi, che hanno dominato la Patriot in lungo e in largo negli ultimi anni, rimangono ancora a secco di vittorie alla March Madness.

GUIDA ALLA MARCH MADNESS: TUTTE LE SQUADRE DELLA WEST REGION

 

Midwest

Purdue stavolta non trema – Anche Grambling State veniva dalle First Four come Farleigh Dickinson, ma ad esser cambiata è la squadra di coach Matt Painter. Zach Edey è solitamente inarrestabile, contro una squadra senza lunghi diventa praticamente un drago sputa fuoco: 30 punti, 21 rimbalzi e una fisicità debordante contro cui Grambling State non ha potuto fare niente. Dopo un primo tempo in cui i Boilermakers comandano ma non scappano, nella seconda frazione volano via mettendo in sicurezza la partita e lasciando riposare i titolari.

Utah State sfata il tabù – Era dal 2001 che USU non vinceva una partita al Torneo. In mezzo, nove sconfitte al primo turno. Stavolta non c’è squadra di Big 12 che tenga contro lo stradominio messo in campo dai ragazzi di coach Danny Sprinkle, specialmente nel secondo tempo dove Isaac Johnson ha deciso di indirizzare la partita mettendo a segno 12 punti consecutivi (sui 19 totali) in apertura. Efficienti, in controllo, con tante soluzioni, Utah State ha costretto TCU ad una pessima serata al tiro (36% dal campo) e ad una serie di palle perse (14) che hanno affossato le ambizioni degli Horned Frogs.

GUIDA ALLA MARCH MADNESS: TUTTE LE SQUADRE DELLA MIDWEST REGION

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