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Michigan regina a sorpresa della Big Ten

Avevamo segnalato che Michigan era la squadra che entrava in post season più in forma, e i Wolverines lo hanno confermato vincendo il torneo della Big Ten per il secondo anno consecutivo, ancora una volta da sfavoriti e ancora una volta eliminando nel loro cammino Purdue. L’anno scorso ai quarti, quest’anno in finale. Ecco come sono andati finale e torneo.

Michigan ha davvero mostrato di avere una marcia in più per 4 partite, giocando con una grinta e un’energia che ha surclassato gli avversari. Paradossalmente il turno più complesso è stato il primo, quando i Wolverines sono sopravvissuti a un supplementare contro Iowa, ringraziando alla fine una tripla di Duncan Robinson.

La finale è invece stata una passerella per Zavier Simpson, il play che se state cercando un “personaggio” per la prossima March Madness, ha tutti i requisiti per candidarsi. Simpson è un torello piccolino (1,83) che gioca col petto in fuori e fa facce da cartone animato, ma pur essendo un sophomore ha condotto la squadra come un esperto direttore d’orchestra: dominante in difesa, perfetto per ritmo e passaggi in attacco (10 punti e 5 assist).

Michigan accanto a Simpson ha schierato i soliti Mo Wagner (17 punti), Charles Matthews (8) e Muhammad-Ali Abdur-Rahkman (15), tutti a loro modo utili alla causa. Poi ok, se quando Wagner va in panchina entra un sophomore come Jon Teske e segna 14 punti con 6/9 dal campo, è un chiaro segnale che per gli avversari non c’è storia.

 

Gli avversari, ovvero Purdue, hanno giocato una partita poco aggressiva e poco concentrata, caratteristica che accompagna i Boilermakers dall’inizio dell’anno. Isaac Haas è stato sostanzialmente immarcabile (23 punti con 9/12 e 8 rimbalzi), ma attorno a lui la squadra ha capitalizzato poco, tirando male (4/17 da 3, merito anche della difesa di Michigan) e facendo spesso scelte discutibili.

Principali imputati in casa Purdue i due Edwards, Carsen perché con la palla in mano ha fatto e disfatto in maniera confusa e Vincent perché ha mandato a giocare la sua controfigura scarsa (4 punti con 2/8) . Le uniche note positive sono arrivate da un sempre efficace Dakota Mathias e da un volitivo Nojel Eastern (11 punti e 6 rimbalzi).

Quanto al torneo, promosse Rutgers che da ultima grazie alla guardia Corey Sanders in stato di grazia ha passato ben due turni (non era mai successo), bene anche Iowa, che ha passato un turno da sfavorita e alla fine è stata l’unica a far soffrire Michigan e positiva anche Penn State, che ha battuto per la terza volta Ohio State, ma resta in dubbio per il Torneo Ncaa. Grande delusione per Minnesota, uscita al primo turno contro Rutgers (annata da dimenticare) e un po’ anche per Nebraska e Michigan State, uscite rispettivamente nei quarti e in semifinale, che però hanno entrambe trovato sulla loro strada una Michigan in missione.

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