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#10 Minnesota, la normalità al potere

La squadra

Una squadra senza infamie ma anche senza lodi. Hanno battuto Washington, regina della Pac12 ma poi perso contro Boston College (tra le poche della ACC a non andare al Torneo). Non hanno subito sconfitte eclatanti, ma nemmeno fatto segnare vittorie esaltanti e hanno anche avuto la sfortuna di perdere il lungo Eric Curry. Minnesota è una squadra quadrata, finita alla March Madness perché è riuscita a restare a galla nella conference più forte della stagione, ossia la Big Ten. L’asse portante è formato da un lungo che gioca da guardia come Amir Coffey e da un’ala che gioca da centro come Jordan Murphy. Non a caso i Golden Gophers sono la squadra che tira meno da 3 tra tutte quelle del Torneo. La sopresa della stagione, per cui val la pena fermarsi a guardare una loro gara, è il lungo Daniel Oturu, un 6-10 sul quale hanno messo gli occhi anche gli scout Nba.

Amir Coffey - Minnesota

Amir Coffey – Minnesota

Giocatore chiave

In una squadra che utilizza poco e malvolentieri il tiro da 3, dalle mani dei due principali tiratori passano spesso le rimonte o gli allunghi decisivi. Per questo spesso le vittorie di Minnesota hanno coinciso con le buone prestazioni del freshman Gabe Kalscheur (il miglior tiratore della squadra col suo 41.5%) e del senior Dupree McBrayer, il play motore di tutto l’attacco di Minnesota.

Jordan Murphy – Minnesota

Prospetti

Il freshman 6-10 Daniel Oturu come è ancora acerbo, ma è l’unico per il quale si potrebbe immaginare con un po’ di fantasia un futuro in Nba. Futuro che dovrà passare comunque da grandi miglioramenti personali e di squadra. Uno come Jordan Murphy, invece, con la sua grinta e la sua propensione al rimbalzo (da anni tra i migliori dell’intera Ncaa) farà sicuramente comodo a qualche squadra europea.

Pronostico

Possibili uscenti già al primo turno, dove dovranno dimostrare che la Big Ten era davvero una conference proibitiva. Dal secondo turno in su si festeggia.

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